Cosa sono i dividendi
I dividendi sono la parte di utile che le società decidono di distribuire ai loro azionisti al termine di ciascun esercizio a titolo di remunerazione sul capitale investito. Al riguardo è bene precisare che le società non hanno alcun obbligo in tal senso nei confronti degli azionisti, potendo decidere di non distribuire alcuna remunerazione in relazione ad un dato esercizio, ad esempio perché l’anno è stato chiuso in perdita o perché si intendono destinare gli utili realizzati per aumentare il capitale sociale, per rimborsare debiti, per coprire eventuali perdite oppure per realizzare investimenti.
I dividendi, dunque, rappresentano un fattore importante di cui occorre tenere conto quando ci si appresta a scegliere le azioni su cui investire, in quanto rappresentano una fonte di guadagno importante nell’ambito dell’investimento azionario. Indicazioni importanti arrivano, oltre che dalle previsioni degli analisti, dalla politica adottata in tema di distribuzione dei dividendi dalle varie società quotate in Borsa e dai conti pubblicati con cadenza trimestrale, che lasciano intravedere l’andamento del business e la coerenza o meno dei risultati con quelli che sono gli obiettivi indicati dalla società e le previsioni degli analisti.

Chi ha diritto ai dividendi
La procedura in uso per la determinazione del dividendo destinato agli azionisti vede la formulazione di una proposta in tal senso da parte del Consiglio di amministrazione in sede di esame e approvazione dei risultati realizzati nel corso dell’esercizio di riferimento. Tale proposta viene poi esaminata dall’assemblea degli azionisti, che decide di approvarla oppure di modificarla. L’ultima parola, dunque, spetta all’assemblea, sia per quanto riguarda il pagamento o meno della cedola che per quanto concerne il suo ammontare. L’assemblea decide inoltre, da sola o su proposta del Consiglio di amministrazione, la data di stacco e la data di pagamento del dividendo, tenendo conto del calendario di Borsa Italiana. In particolare, la data di stacco del dividendo, che solitamente ha luogo tre giorni prima rispetto a quella del pagamento, identifica i soggetti che hanno diritto ad intascare la cedola. In altre parole, avranno diritto a ricevere il dividendo tutti coloro che al momento dell’apertura della seduta di Borsa del giorno previsto per lo stacco del dividendo sono in possesso delle azioni della società. Dopo tale momento, dunque, le azioni possono essere vendute senza che ciò vada a compromettere il diritto ad intascare la remunerazione, nonostante il pagamento materiale della cedola avrà luogo tre giorni dopo, ovvero nel giorno indicato per il pagamento.
Poiché il valore dell’azione incorpora anche il dividendo, al momento dell’apertura della seduta di Borsa del giorno previsto per lo stacco, il prezzo dell’azione verrà decurtato di un importo pari al dividendo distribuito.
I dividendi vengono solitamente pagati in contanti, tuttavia le società possono decidere di pagare il dividendo sotto forma di nuove azioni. In tal caso, qualora si tratti di azioni di nuova emissione, la distribuzione avverrà tramite un aumento di capitale gratuito.

Diversi tipi di dividendi
Oltre al dividendo ordinario, ossia alla parte di utile che la società decide di distribuire ai suoi azionisti come remunerazione sul capitale investito, le società possono decidere di pagare ai loro azionisti anche un dividendo straordinario. In tal caso a coloro che sono in possesso delle azioni viene distribuita una remunerazione data dalla divisione di una parte delle riserve liquide della società derivanti, ad esempio, da accantonamenti effettuati negli esercizi precedenti o da vendita di rami d’azienda.
Altra distinzione da fare è quella riguardante i dividendi destinati alle diverse categorie di azionisti, anche se si tratta solo di una differenza di tipo quantitativo. I possessori di azioni di risparmio, infatti, ricevono sempre un dividendo di ammontare superiore rispetto a quello spettante ai possessori di azioni ordinarie, mentre per i possessori di azioni privilegiate si tratta solo di una possibilità.
Alcune società, quelle certe di distribuire un dividendo in relazione all’esercizio corrente, possono decidere di distribuire agli azionisti un acconto sul dividendo, ossia un anticipo sulla cedola che sarà staccata nel corso della prima parte dell’anno successivo a quello a cui la cedola si riferisce. In tal caso lo stacco e il pagamento dell’acconto avviene solitamente durante gli ultimi mesi dell’esercizio di riferimento del dividendo.

Tassazione dei dividendi
I dividendi azionari sono tassati mediante applicazione di un’aliquota pari al 20% sull’intero ammontare qualora provengano da partecipazioni non qualificate o da partecipazioni in società estere. Al contrario, qualora i dividendi derivino da partecipazioni qualificate, l’aliquota si applica non sull’intero ammontare ma solo sul 40%, mentre il restante 60% risulta esente da imposta.